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Sua Maestà Il cacio Cavallo

  Dalla Riviera di giorno 5/5/13

 

Ecco a voi, sua maestà il caciocavallo di Ciminà

Ven, 03/05/2013 - Dalla Riviera di Siderno

Parmigiano reggiano, pecorino sardo, mozzarella di bufala campana. Eccellenze. Su tutte però spicca il caciocavallo calabro e più precisamente quello di Ciminà. Un formaggio adorato dai palati fini, da mandar giù con un sorso di vino rosso, ma anche gradevole ai palati meno esigenti, che accompagnandolo con del pane casareccio, del “buccularu”o delle fave fresche soddisfaranno e compiaceranno il loro gusto.
A Ciminà paese incantato, paese dalle tante leggende, paese semi abbandonato, ma amato dalle 680 anime che coraggiosamente hanno fatto la scelta di restare e di fare qualcosa di utile per il proprio paese.
Ciminà, perla dalle bellezze incomparabili, assopiti in un paesaggio impervio. Paese dalle tante risorse e dove abbonda il cumino con il quale si impastano fragranti “cudure” e alimento immancabile nella tavola degli antichi greci. Ma per adesso tralasciamo gli altri sapori del posto e soffermiamoci su “Sua Maestà il Caciocavallo”. Formaggio dolce a pasta filata di latte vaccino o misto caprino, che in base alla stagionatura può anche apparire piccante al palato. Probabilmente il suo nome deriva dalla tecnica di asciugatura a cavalcioni “u casu a cavaju” ovvero il formaggio a cavallo. Si può modellare in diverse forme : allungato, rotondo o a palombella.
Consumato fresco o stagionato, grattugiato o fuso, il caciocavallo è divenuto nel tempo protagonista della tavola nella dieta mediterranea.
Quando è fresco, oltre al consumo da tavola, è adatto per la cottura alla piastra. è molto usato nelle paste ripiene, nelle parmigiane, nei pasticci, ed è ottimo anche sulle pizze casalinghe.
Nel gennaio del 2010 con la collaborazione dell’Amministrazione comunale di Ciminà, il The Rotary Club di Locri, dello studioso Francesco Foti e della Facoltà di Agraria di Reggio Calabria, si è ottenuto il primo risultato: il riconoscimento del caciocavallo come prodotto dal marchio D.O.P. e DE.C.O.
E ancora nel 2011 si è raggiunta un’ulteriore soddisfazione per coloro che si sono impegnati nello svolgere il loro lavoro con caparbia e passione: il caciocavallo di Ciminà è divenuto presidio SLOW FOOD, un ambito marchio che solo pochi prodotti riescono ad ottenere.
Inoltre giovedì 2 maggio c’è stata una conferenza stampa per il “Concorso nazionale di cucina creativa- il caciocavallo e il buccularo di Ciminà”, che si svolgerà martedì 7 maggio a Locri e vedrà impegnati numerosi allievi delle scuole alberghiere.
«La Provincia, è particolarmente attenta a promuovere il territorio, le sue peculiarità. Le sue bellezze e tutto quanto possa suscitare interesse e dare il via a un circuito importante dal punto di vista sociale, culturale, turistico e quindi anche economico». Con queste parole ha esordito il Vicepresidente della Provincia Giovanni Verduci, che dopo aver augurato un buon lavoro a tutti i ragazzi impegnati con il concorso,  ha concluso evidenziando «quanto sia necessaria la giusta sinergia tra enti e associazioni per trasformare ogni singola opportunità in concreta occasione di sviluppo per l’intera comunità».
 

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